Centro Provinciale per la fecondazione artificiale e la bonifica sanitaria del bestiame
Costituzione: 22/12/1954
Codice ISMIN: 86971
Storia della Società
Il Centro Provinciale per la Fecondazione Artificiale e la Bonifica Sanitaria del Bestiame fu costituito con atto notarile il 22 dicembre 1954, redatto dal notaio Antonio Locatelli di Brescia. La registrazione ufficiale avvenne il 1° gennaio 1955, mentre il Tribunale di Brescia omologò la società con decreto del 1° febbraio 1955. La durata della società fu stabilita fino al 31 agosto 2000.
Si trattava di una società cooperativa a responsabilità limitata, con l’obiettivo principale di migliorare la qualità del bestiame attraverso la fecondazione artificiale e... Altro
Storia della Società
Il Centro Provinciale per la Fecondazione Artificiale e la Bonifica Sanitaria del Bestiame fu costituito con atto notarile il 22 dicembre 1954, redatto dal notaio Antonio Locatelli di Brescia. La registrazione ufficiale avvenne il 1° gennaio 1955, mentre il Tribunale di Brescia omologò la società con decreto del 1° febbraio 1955. La durata della società fu stabilita fino al 31 agosto 2000.
Si trattava di una società cooperativa a responsabilità limitata, con l’obiettivo principale di migliorare la qualità del bestiame attraverso la fecondazione artificiale e garantire un efficace programma di bonifica sanitaria. Operando a Brescia, il centro si proponeva di modernizzare l’allevamento locale, riducendo il rischio di malattie genetiche e aumentando la produttività degli allevamenti bovini.
Il certificato azionario analizzato, emesso il 31 maggio 1961, attesta la proprietà di azioni con un valore nominale in lire, intestato a un socio specifico e registrato negli archivi della società.
Dati Storici della Società
| Voce | Dato |
|---|---|
| Anno di costituzione | 1954 |
| Sede sociale | Brescia, Italia |
| Forma giuridica | Società Cooperativa a Responsabilità Limitata |
| Autorizzazione ufficiale | Tribunale di Brescia, 1° febbraio 1955 |
| Durata della società | Fino al 31 agosto 2000 |
| Obiettivo principale | Fecondazione artificiale del bestiame e bonifica sanitaria |
| Data di emissione del certificato | 31 maggio 1961 |
Contesto Storico dell’Emissione del Titolo
Nel dopoguerra, l’Italia affrontava una fase di forte modernizzazione dell’agricoltura e dell’allevamento. Le politiche agricole e veterinarie del periodo miravano a migliorare la qualità della produzione zootecnica, ridurre la diffusione di malattie e garantire maggiore produttività agli allevatori.
Negli anni ’50 e ’60, il ricorso alla fecondazione artificiale divenne una pratica diffusa per selezionare e migliorare geneticamente il bestiame. Questa tecnica consentiva agli allevatori di ottenere capi più resistenti e produttivi, contribuendo alla crescita economica del settore agroalimentare.
Il Centro Provinciale per la Fecondazione Artificiale e la Bonifica Sanitaria del Bestiame si inseriva perfettamente in questo contesto, fornendo un servizio innovativo agli allevatori della provincia di Brescia. Grazie alla cooperativa, i soci potevano usufruire di tecnologie avanzate e assistenza specializzata per migliorare la redditività dei loro allevamenti.
Dettagli Tipografici e Artistici
Il certificato azionario presenta un design elegante e dettagliato, con una cornice decorativa e caratteri tipografici distintivi dell’epoca.
Tipografia e Stampa
- Stampa: A cura della Tipografia Apollonio & C.
- Cornice decorativa: Motivi ornamentali floreali e geometrici tipici degli anni ’50
- Sigilli e Timbri: Presente un timbro ufficiale con l’immagine di un toro e un bollo fiscale
- Firme: Il certificato riporta la firma del Presidente e di un Sindaco
- Caratteri tipografici: Il testo è stampato con caratteri serif e corsivi, conferendo ufficialità e raffinatezza al documento
Conclusione
Il certificato azionario del Centro Provinciale per la Fecondazione Artificiale e la Bonifica Sanitaria del Bestiame è un importante documento storico e collezionistico. Testimonia l’evoluzione dell’allevamento italiano nel secondo dopoguerra e l’impegno nella modernizzazione del settore agricolo. La sua emissione riflette il periodo di forte trasformazione dell’economia rurale italiana, rappresentando un pezzo di grande interesse per i collezionisti di scripofiliae per gli studiosi della storia agro-zootecnica italiana.


