Banco di Pietà - Regno di Napoli

Costituzione: Gennaio 1613

Banco di Pietà - Regno di Napoli

ID: 14039

Il Monte di pietà è un antico palazzo situato lungo il decumano inferiore di Napoli.

All'interno dell'edificio, accessibile dal cortile interno, vi è l'omonima cappella.

 Il Monte fu fondato nel 1539, dopo un decreto di Carlo V che scacciava gli ebrei dediti allo strozzinaggio, da alcuni nobili napoletani (Aurelio Paparo, Gian Domenico di Lega e Leonardo Palma) per combattere l'usura elargendo prestiti senza scopo di lucro.

Nel 1574 Bernardino Rota lasciò, come da testamento, una cifra di cinquecento ducati al Monte. Venne istituita una confrater... Altro

ID Immagine Città Emissione Taglio Rarità Valore
A-14039Banco di Pietà – Regno di Napoli-1Napoli1613-R7 (26-50 pezzi)S6 (da 501 a 1.000 €)

Il Monte di pietà è un antico palazzo situato lungo il decumano inferiore di Napoli.

All’interno dell’edificio, accessibile dal cortile interno, vi è l’omonima cappella.

 Il Monte fu fondato nel 1539, dopo un decreto di Carlo V che scacciava gli ebrei dediti allo strozzinaggio, da alcuni nobili napoletani (Aurelio Paparo, Gian Domenico di Lega e Leonardo Palma) per combattere l’usura elargendo prestiti senza scopo di lucro.

Nel 1574 Bernardino Rota lasciò, come da testamento, una cifra di cinquecento ducati al Monte. Venne istituita una confraternita per la gestione del Monte di Pietà che ebbe come prima sede, nel 1592, il Palazzo Carafa d’Andria, ma per insufficienza di spazio fu necessario acquistare un nuovo edificio che rispondesse alle nuove esigenze dell’istituzione. La scelta cadde sul palazzo di Girolamo Carafa.

Tra il 1597 e il 1603 Giovan Battista Cavagna, con la collaborazione dei capimastro Giovan Giacomo Di Conforto e Giovanni Cola di Franco, realizzò il palazzo con annessa cappella in stile manierista; il progetto tenne conto anche dei problemi urbanistici e architettonici riguardanti l’insolazione dell’edificio. Durante la rivolta di Masaniello, grazie all’intercessione di Giulio Genoino, fu risparmiato dagli incendi dei rivoluzionari. Nel 1730 fu acquistato, da parte del Banco, un appartamento di Tommaso Minerba, ma nel 1786 fu vittima di un incendio, mai chiarito, che distrusse l’archivio del Banco e buona parte di oggetti pignorati. Dall’incendio si salvò la cappella.

Translate