Litacrom S.A.A. per l’industria delle terre decoloranti ed affini

Costituzione: 12 Luglio 1937

Codice ISMIN: 53012

Gerolamo Gaslini, conte di San Gerolamo (Monza, 3 luglio 1877 – Genova, 9 aprile 1964) è stato un imprenditore, filantropo e politico italiano.

Nel 1907 insieme al fratello Egidio, costituisce una società in nome collettivo, la Fratelli Gaslini, avente per oggetto il commercio e la rappresentanza di oli. Dopo l'evento traumatico della morte prematura della figlia Giannina, Gerolamo Gaslini prova a distaccarsi dall'azienda dimettendosi dalla carica di amministratore delegato, ma deve continuare nel suo ruolo quando, nel 1918, muore uno dei tre figli di Egidio.

Nel 1927 ha un conflitto con il fratello che lo accusa di aver venduto le sue azioni ad un gruppo concorrente. Questo ha degli obiettivi sull'azienda non concordi con quelli di Gerolamo ch... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-53012Litacrom S.A.A. per l’industria delle terre decoloranti ed affini-1Milano19391 Azione R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

Gerolamo Gaslini, conte di San Gerolamo (Monza, 3 luglio 1877 – Genova, 9 aprile 1964) è stato un imprenditore, filantropo e politico italiano.

Nel 1907 insieme al fratello Egidio, costituisce una società in nome collettivo, la Fratelli Gaslini, avente per oggetto il commercio e la rappresentanza di oli. Dopo l’evento traumatico della morte prematura della figlia Giannina, Gerolamo Gaslini prova a distaccarsi dall’azienda dimettendosi dalla carica di amministratore delegato, ma deve continuare nel suo ruolo quando, nel 1918, muore uno dei tre figli di Egidio.

Nel 1927 ha un conflitto con il fratello che lo accusa di aver venduto le sue azioni ad un gruppo concorrente. Questo ha degli obiettivi sull’azienda non concordi con quelli di Gerolamo che, quindi, fa in modo di far cedere queste azioni ad una società già pronta per rigirarle a lui. In questo modo diventa l’unico proprietario dell’azienda, appoggiato comunque da diversi affidabili amici; da questo momento in poi avrà inizio la sua ascesa. Infatti nonostante le numerose e lunghe crisi economiche che l’Italia subisce, Gaslini riesce con il suo polso fermo e dittatura morale a non far cedere la sua azienda, a farla resistere alla crisi, potenziarla tecnologicamente e affiancarla ad altre aziende che lui stesso acquisisce non solo per diminuire la concorrenza ma anche per una questione di specializzazione nel campo. È così che arriva ad avere nel 1941 una rete di società di sua proprietà o controllate sparse in tutt’italia, da nord al centro, al sud e persino nelle isole. Non si tratta solo di industrie dello stesso settore, ma le imprese che egli acquisisce oltre quelle che si integrano con le olearie (Oleifici Gaslini) riguardano il campo immobiliare, alimentare (Biscottificio Wamar e Genepesca), finanziario (Banca Belinzaghi), e agricolo (Fondi Rustici, società con l’obiettivo di valorizzare l’attività agricola dei terreni posseduti).

Nel 1949 costituisce la Fondazione Gerolamo Gaslini che dota di tutto il suo patrimonio finanziario ed aziendale, così da garantire la copertura futura. Un modello più radicale di quello di Rockefeller (che aveva costituito una fondazione, ma senza dotarla di tutto il suo patrimonio) e che si discosta dal welfare aziendale in quanto rivolto al mondo esterno alla fabbrica.

L’avventura imprenditoriale di Gaslini ha diversi aspetti controversi. Gaslini è stato un capitano d’industria tendente al monopolio; tramite la Banca Belinzaghi ha trafficato con la Comit e ha costruito parte delle sue fortune speculando sui cambi e sulle materie prime. Dal 1927 al 1942 tiene una contabilità “nera” separata, dichiarando 37 milioni di lire di utili anziché 534.

Il senatore ha affiancato alle sue numerose imprese anche quella di mecenate, intervenendo in molte occasioni in favore dell’arte e della cultura in genere. Nel 1941, ad esempio, donò alla Biblioteca Universitaria di Genova due lotti di libri, manoscritti e edizioni a stampa del XV secolo.