Tiffany & Co.

Costituzione: 1837

Nazione: USA

Codice ISMIN: 51208

Tiffany & Co., nota comunemente come Tiffany's, è un'azienda statunitense fondata nel 1837 a New York, che si occupa della vendita di gioielli tramite migliaia di punti vendita situati in molti paesi.

L'azienda è stata fondata da Charles Lewis Tiffany e John B. Young a Manhattan. Inizialmente il negozio vendeva una gran varietà di articoli, comprendenti quelli di cancelleria e operava soltanto col nome di Tiffany. Successivamente, quando John B. Young divenne socio di Charles Lewis Tiffany, il nome mutò in Tiffany & Co.

Il primo negozio venne inaugurato il 14 settembre 1837 al n° 259 di Broadway.[1]

Nel 1848, Charles Lewis Tiffany acquista i gioielli della Corona di Francia e nel 1845 viene pubblicato il primo Blue Book che, da a... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-51208Tiffany & Co.-1New York-1 azioneR3 (501-1000 pezzi)S3 (da 51 a 100 €)

Tiffany & Co., nota comunemente come Tiffany’s, è un’azienda statunitense fondata nel 1837 a New York, che si occupa della vendita di gioielli tramite migliaia di punti vendita situati in molti paesi.

L’azienda è stata fondata da Charles Lewis Tiffany e John B. Young a Manhattan. Inizialmente il negozio vendeva una gran varietà di articoli, comprendenti quelli di cancelleria e operava soltanto col nome di Tiffany. Successivamente, quando John B. Young divenne socio di Charles Lewis Tiffany, il nome mutò in Tiffany & Co.

Il primo negozio venne inaugurato il 14 settembre 1837 al n° 259 di Broadway.[1]

Nel 1848, Charles Lewis Tiffany acquista i gioielli della Corona di Francia e nel 1845 viene pubblicato il primo Blue Book che, da allora, viene pubblicato annualmente per presentare la collezione autunnale di Tiffany & Co.

Nel 1878, Tiffany partecipa all’Esposizione Universale di Parigi e, qualche anno dopo, grazie alla collaborazione del gemmologo George Kunz, introduce nuovi materiali per la creazione dei suoi gioielli: la kunzite, la morganite, la tanzanite blu, la tsavorite. Nel 2012, ricorrenza del 175º anniversario, Tiffany presenta una nuova lega metallica chiamata rubedo.

Durante il corso della sua storia, Tiffany & Co. vanta di aver:

prodotto spade da cerimonia durante la guerra civile;
creato, nel 1968, il servizio di porcellana della Casa Bianca commissionato dal presidente Lyndon B. Johnson;
ridisegnato, nel 1880, lo stemma degli Stati Uniti, riprodotto sulla banconota da un dollaro;
prodotto, dal 1900 al 1910, la spilla American Flag;
disegnato, dal 1917 al 1942, la Medaglia d’Onore del Congresso, nota come Tiffany Cross;
dal 1860 a oggi, creato trofei sportivi per gare come il campionato mondiale di baseball, la 500 Miglia di Indianapolis, la NASCAR Sprint Cup, il Super Bowl, la PGA Tour e gli US Open di Tennis.
Nella seconda metà del 2017, Francesco Trapani diventa un importante azionista della Tiffany & Co. e nel mese di luglio aprì a Milano il terzo flagshipstore Tiffany, che fu poi inaugurato come la boutique di Tiffany più grande d’Europa.[2] Dopo due-tre anni di vendite piatte ci fu un grosso cambiamento al vertice dell’azienda: a febbraio Frederic Cuménal fu licenziato dopo solo ventidue mesi alla guida della società e a ottobre, sotto la gestione proprio di Francesco Trapani, viene nominato nuovo CEO dell’azienda Alessandro Bogliolo, dopo un’esperienza di sedici anni in Bulgari, uno dei diretti concorrenti di Tiffany e con un’esperienza come amministratore delegato di Diesel (principale brand di Only the Brave fondato da Renzo Rosso).[3][4] Sempre in ottobre Michael Kowalski, il chairman che negli ultimi mesi guidò ad interim l’azienda, si fa da parte dopo 35 anni trascorsi nella società. Al suo posto subentrò Roger N. Farah.

Nel novembre 2019 il gruppo francese del lusso LVMH acquisisce Tiffany & Co. per 16,2 miliardi di dollari dopo aver rialzato l’offerta a 135 dollari per azione.[5]

Diamanti

La tradizione dei diamanti di Tiffany risale al 1848, quando i giornali di New York incoronano Charles Lewis Tiffany come “The King of diamonds”, il re dei diamanti (gioco di parole intraducibile in Italiano in cui “diamonds”, che significa letteralmente “diamanti”, è altresì usato per indicare il seme dei Quadri nelle carte francesi; potremmo quindi interpretare l’epiteto anche nel senso di “Re di Quadri”), grazie all’acquisto dei Gioielli della Corona francese. Nel 1886 Charles Lewis Tiffany introduce un classico anello di fidanzamento usato tuttora, il “Tiffany Setting”, l’anello di diamanti. La Tiffany & Co. dispone di un laboratorio periodicamente certificato (Laboratorio Gemmologico di Tiffany) per la valutazione dei diamanti. Il laboratorio gemmologico si affida a professionisti diplomati in gemmologia che devono superare un corso formativo prima di poter procedere alla valutazione di un diamante Tiffany. La valutazione di un diamante viene effettuata in base alle “4 C”:

Cut (taglio);
Color (colore);
Clarity (purezza);
Carat weight (peso in carati)
Inoltre, per una qualità superiore, Tiffany valuta i diamanti anche in base alla “presenza”, ossia la simmetria e la lucidatura della pietra. Il taglio serve a ottenere la massima luminosità e lo scintillio dal diamante, a scapito della grandezza. Il colore è dovuto alle impurità che possono essere presenti all’interno del diamante ed è classificato su una scala da D a Z, dove “D”, “E” e “F” stanno per incolore, “G”, “H” e “I” stanno per quasi incolore e da “L” a “Z” abbiamo le gradazioni “giallo tenue”, “giallo molto chiaro” e “giallo chiaro”. Tiffany accetta solamente i diamanti che rientrano nella fascia da D a I. Per purezza si intende l’assenza di imperfezioni in un diamante; gli standard Tiffany vietano i miglioramenti dei diamanti con tecniche artificiali come il trattamento termico e la regolazione del colore. Tiffany & Co., oltre a uno standard elevato dei prodotti di cui si occupa, ha uno standard elevato anche per quanto riguarda l’etica: le compagnie minerarie con cui collabora devono garantire rispetto dell’ambiente e responsabilità sociale. Inoltre, Tiffany & Co. acquista diamanti solo dagli Stati che partecipano al Kimberley Process Certification Scheme (KPCS), creato per certificare la provenienza dei diamanti e, di conseguenza, eliminare il loro contrabbando dalle zone di guerra.

Tiffany Yellow Diamond

Il diamante giallo di Tiffany venne trovato nel 1878 a Kimberley, in Sud Africa. Con i suoi 287,2 carati è uno dei più grandi diamanti gialli mai scoperti. Il diamante fu tagliato da George Frederick Kunz nella forma “a cuscino” fino a raggiungere il peso di 128,54 carati con un totale di novanta sfaccettature. Il diamante è stato esposto allo Smithsonian National Museum of Natural History a Washington D.C. dal 18 aprile 2007 al 23 settembre 2007. Eccetto eventi particolari, come l’esposizione al museo di Washington nel 2007, il diamante giallo è esposto nel negozio Tiffany & Co. di New York. Il diamante è stato indossato solamente tre volte nella sua storia: dalla signora Sheldon Whitehouse al Tiffany Ball nel 1957 montato, per l’occasione, in una collana di diamanti bianchi, da Audrey Hepburn nel 1961 per pubblicizzare il film Colazione da Tiffany e da Lady Gaga in occasione della cerimonia degli Oscar 2019. Nel 1995, il diamante venne montato su “Bird on a Rock”, una creazione di Jean Schlumberger e rimase così per diciassette anni. Nel 2012, il Tiffany yellow diamond è stato montato su di una collana per celebrare il 175º anniversario della nascita di Tiffany & Co.

Ecosostenibilità

Nel 1996, Tiffany & Co. si è opposta allo scavo di una miniera d’oro che minacciava il parco nazionale di Yellowstone. Per preservare le barriere coralline, dal 2002, Tiffany & Co. non vende coralli poiché non vi è alcun modo sostenibile per raccogliere coralli rossi e rosa senza compromettere l’ecosistema marino; nel 2004, con un annuncio pubblicato sul Washington Post ha esortato il servizio forestale degli Stati Uniti a negare il permesso per lo sviluppo di una miniera nel Montana che avrebbe messo a rischio l’acqua e la fauna selvatica del Paese. Inoltre, Tiffany & Co., insieme con la Bristol Bay Protection Pledge, si occupa di salvaguardare la Bristol Bay, in Alaska[6] opponendosi allo sviluppo di una miniera di oro e rame a cielo aperto, la miniera Pebble. Per aumentare la consapevolezza su questo problema, nel 2010, Tiffany & Co. pubblicò sul National Geographic Magazine un annuncio di un’intera pagina e, firmando il Bristol Bay Protection Pledge, ha dichiarato che se la miniera Pebble fosse stata sviluppata, non l’avrebbe sfruttata.[7]

Designer

Louis Comfort Tiffany, figlio del fondatore Charles Lewis Tiffany, diventa il primo direttore creativo dell’azienda nel 1902 e crea il laboratorio Gioielli Artistici Tiffany nel negozio di Fifth Avenue.
Jean Schlumberger è uno dei designer di Tiffany & Co. Dall’anno 1956; le sue creazioni hanno vestito donne come Jaqueline Kennedy, Diana Vreeland ed Elizabeth Taylor.
Elsa Peretti è una dei designer di Tiffany & Co. dall’anno 1974;
Paloma Picasso presenta la sua prima collezione di gioielli firmata Tiffany & Co. nell’anno 1980;
Frank Gehry avvia la sua partnership con Tiffany & Co. nel 2004, nel 2006 viene presentata la sua prima collezione.
Cinema e letteratura

Nel romanzo Colazione da Tiffany, di Truman Capote, la protagonista Holly Golightly si riferisce alla gioielleria Tiffany come “il miglior posto del mondo, in cui non può accadere niente di brutto”. Dal romanzo è stata tratta la sceneggiatura del film omonimo del 1961, con Audrey Hepburn. Nel 2018 è lanciata una nuova campagna, “Believe in dreams” (Credere nei sogni), con l’attrice Elle Fanning nella stessa scena di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, e viene fatto un remake della canzone Moon River con testi dell’artista dell’hip hop A&AP Ferg.