Tessitura di Merate S.A. – Sabbioncello
Costituzione: 1926
Codice ISMIN: 50243
L’ultima relazione sulla gloriosa “Tessitura di Merate Spa” porta la firma del geometra Paolo Vitali ed è datata 1996. Più un promemoria personale che un documento aziendale. Perché due mesi dopo la stesura del testo, a marzo, la proprietà portava i libri in tribunale con la richiesta di concordato preventivo. Finiva così un’avventura imprenditoriale, iniziata 74 anni prima, che aveva dato lustro al territorio e lavoro a migliaia di persone. Vent’anni esatti dopo, di quell’azienda sono rimasti alcuni segni, archeologia industriale si dice oggi: la ciminiera utilizzata per innalzare i ripetitori, una parte del capannone ancora occupato da decine e decine di telai ormai ferri vecchi, spogliati dai ladri dalle parti in rame e qualche interrato che conserva stru... Altro
| ISMIN | Immagine | Provincia | Emissione | Taglio | Rarità | Valore |
|---|---|---|---|---|---|---|
| A-50243 | - | Como | 1926 | 100 azioni al portatore non emesse da Lire 500 | R1 (Più di 5000 pezzi) | S1 (da 0 a 25 €) |
L’ultima relazione sulla gloriosa “Tessitura di Merate Spa” porta la firma del geometra Paolo Vitali ed è datata 1996. Più un promemoria personale che un documento aziendale. Perché due mesi dopo la stesura del testo, a marzo, la proprietà portava i libri in tribunale con la richiesta di concordato preventivo. Finiva così un’avventura imprenditoriale, iniziata 74 anni prima, che aveva dato lustro al territorio e lavoro a migliaia di persone. Vent’anni esatti dopo, di quell’azienda sono rimasti alcuni segni, archeologia industriale si dice oggi: la ciminiera utilizzata per innalzare i ripetitori, una parte del capannone ancora occupato da decine e decine di telai ormai ferri vecchi, spogliati dai ladri dalle parti in rame e qualche interrato che conserva strumenti del passato, pese, tubolari, quadri elettrici, materiale vario. Il resto è stato riadattato e destinato ad altre attività professionali, commerciali e ludiche compresa la villa padronale, un tempo riservata al direttore amministrativo – negli anni settanta il ragionier Cavalli – che ospita un ristorante.

