Moto Garelli S.p.A.

Costituzione: 1950

Nazione: Italia

Codice ISMIN: 48271

La Garelli è stata una casa motociclistica italiana fondata a Sesto San Giovanni, da Adalberto Garelli, nel 1919.

Nel 1912 Adalberto Garelli brevetta un Altro

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La Garelli è stata una casa motociclistica italiana fondata a Sesto San Giovanni, da Adalberto Garelli, nel 1919.

Nel 1912 Adalberto Garelli brevetta un motore a due tempi a cilindro sdoppiato. Questo motore, di 350 cm³ equipaggerà il motociclo prototipo denominato “350” con cui nel 1914 l’ingegner Adalberto per testarne l’affidabilità del motore si arrampicherà sul Moncenisio.

Pubblicità Garelli 1921

Solo 5 anni più tardi presso Sesto San Giovanni avrà il battesimo ufficiale la Garelli Motociclette. La prima motocicletta in produzione è la versione definitiva della precedente “350”. Essa inizialmente sarà disponibile in due sole versioni: la “Normale da Turismo” e la “Raid Nord-Sud”.

La “Raid Nord-Sud” commemorava l’impresa compiuta nel 1919 dal pilota Ettore Girardi che coprì la distanza, rilevante per l’epoca (considerando anche le condizioni delle strade italiane), di 840 km tra Milano e Napoli alla velocità media di 38 Km/h a bordo della 350.

Nel 1926 si ricorda l’ultima presenza della 350 in ambito sportivo. L’ultima edizione da competizione sviluppa 20 CV a 4500 giri/min e raggiunge i 130 km/h. In seguito l’attività della Garelli in campo motociclistico si ridurrà progressivamente e dal 1928 la produzione riguarderà principalmente apparati per uso militare come motocompressori e generatori, a tal punto che nel 1936 la Garelli non risulterà più menzionata nell’elenco delle fabbriche italiane di motociclette.

Dopo la seconda guerra mondiale, l’azzeramento delle commesse militari e la grande necessità di mezzi di trasporto economici che affliggeva il paese spostò l’attenzione della stragrande maggioranza delle aziende precedentemente impegnate in ambito bellico alla produzione di piccoli motocicli. Così come la Piaggio presentò la Vespa e l’Innocenti la Lambretta, la Garelli tornò nel mondo delle due ruote nel 1953 con il Mosquito 38-A, un innovativo motore ausiliario da 38,5 cm³ destinato a equipaggiare le comuni biciclette.

Le peculiarità del Mosquito erano la semplicità ed economicità d’uso. Con 1 litro di benzina si percorrevano oltre 70 km alla velocità di 30 km/h.

In seguito verranno presentate altre versioni di Mosquito, di cilindrata maggiore come il Mosquito 38-B di 49 cm³ o per soluzioni tecniche più raffinate come il “centrimatic” una sorta di avo delle frizioni centrifughe in uso negli scooter moderni.

Nel 1956 la Garelli iniziò a vendere il propulsore in abbinamento a un proprio telaio, questo ciclomotore venne denominato “Mosquito 315”. Questo modello fece da aprivia per realizzazioni più spinte che portarono a cilindrate nettamente maggiori: 70 cm³ e addirittura 100 cm³.

Nel 1961 la Garelli verrà acquisita dalla Agrati ditta che già produceva telai, assemblava ciclomotori per la Garelli ed aveva in produzione propri motoscooter “Capri” dal 1959, che utilizzava per alcune versioni motori Garelli (oltre che Minarelli e Sachs) col cilindro raffreddato ad aria forzata tramite ventola. I modelli Capri ed il contemporaneo Como rimasero comunque in produzione negli stabilimenti di Cortenuova di Monticello Brianza fino al 1968 col solo marchio Agrati.

Negli anni sessanta nasce il modello “M” (come Mosquito) che poi si trasformerà nel 1969 nel famoso e diffusissimo “Gulp”, disponibile nelle versioni Flex (monomarcia), Matic (due marce automatiche), e 3v (tre marce manuali con comando al manubrio). Il motore, a cilindro verticale, ha la particolarità di avere una frizione automatica (nei modelli Flex e Matic) costituita da un tampone in gomma in bagno d’olio che accelerando si espande ed innesta la marcia. Questo sistema rendeva la marcia particolarmente dolce e priva di strappi. Il telaio di questo ciclomotore era costituito da tubi d’acciaio, per questo era famoso per la proverbiale robustezza anche contro la ruggine.

Negli anni settanta nasce uno storico Tubone, il Ciclone, da cui derivarono i futuri FormunoSuperciclone e Urka. Altri modelli di successo nati negli anni Settanta sono il Katia (1973), il Vip (1978) e il Noi (1979).

Negli anni ottanta i motocicli Garelli vengono dotati di gruppi termici della Minarelli a cilindro orizzontale. In questi anni l’azienda ottiene notevoli successi nel motomondiale.

Alla fine degli anni ’80, la Garelli si fonde con la Fantic Motor, anch’essa in grave crisi finanziaria, dando vita al Gruppo FM (acronimo di Fabbrica Motocicli) che chiuderà i battenti nel 1993.

Nel 1992 gli ultimi modelli prodotti prima del fallimento sono stati i due ciclomotori “Gary Uno” e “Gary Due”.