Snia-Viscosa – Soc. Naz. Industria Applicazioni Viscosa
Costituzione: 18 luglio 1917
Codice ISMIN: 4628
La SNIA S.p.A. è un'azienda chimica italiana con sede a Milano. Attualmente (2017) in amministrazione straordinaria, è stata quotata alla Borsa di Milano dal 1922 al 2010.
Venne fondata a Torino nel 1917 da Riccardo ... Altro
La SNIA S.p.A. è un’azienda chimica italiana con sede a Milano. Attualmente (2017) in amministrazione straordinaria, è stata quotata alla Borsa di Milano dal 1922 al 2010.
Venne fondata a Torino nel 1917 da Riccardo Gualino, con il nome di Società di Navigazione Italo Americana (SNIA); la sua funzione iniziale era quella di controllare infatti i trasporti marittimi tra Italia e Stati Uniti.
Nel 1920 venne cambiato il nome in Societa di Navigazione Industria e Commercio, in relazione all’appena iniziato interessamento alle fibre tessili artificiali ed in seguito al crollo dei noli marittimi dopo la prima guerra mondiale. Successivamente assunse poi il nome di Società Navigazione Industriale Applicazione Viscosa (SNIA Viscosa) e divenne, grazie all’attività del Presidente Franco Marinotti, una delle più importanti aziende del paese nella produzione di rayon.
Nel corso della sua storia assorbì la Società Viscosa di Pavia e l’Italiana Fabbriche Viscosa di Venaria Reale nel 1920, e l’Italiana Seta Artificiale di Cesano Maderno nel 1921. Venne anche quotata alla borsa di Milano nel 1922.
Nel 1925 era la prima società italiana con un capitale sociale pari ad un miliardo di lire, oltre che la prima a essere quotata in una borsa estera (Londra e New York); nello stesso anno il gruppo Snia Viscosa era arrivato a produrre complessivamente 24.000 chilogrammi al giorno di filati artificiali (pari al 68,6% della produzione nazionale e all’11,1% di quella mondiale), di cui circa l’80% destinato all’esportazione, occupando 20.000 dipendenti. I proprietari sono le società estere Courtalds e Glanzstoff.
Il programma proseguì nel 1925 quando iniziò la costruzione del nuovo stabilimento di Torino Stura; nel 1927 la SNIA Viscosa assunse il controllo del Gruppo Seta Artificiale con gli stabilimenti di Varedo e di Magenta (Novaceta). La produzione annua di rayon salì al momento della crisi mondiale del 1929 a 9 milioni 500 000 kg.
Nel 1937 commercializza la Lanital, una fibra autarchica tratta dalla caseina, la proteina del latte.
Nel secondo dopoguerra la SNIA si sviluppò ulteriormente assorbendo alcune aziende primarie, fra cui la BPD (Bombrini Parodi Delfino), nel 1968, con sede a Roma e stabilimenti principali a Colleferro.
Nel 1974 entra a far parte di Montedison, che la compra da Mediobanca; con il nome di Snia BPD nel 1980 venne acquistata da FIAT, tramite Sicind S.p.A..
La crisi dell’intero comparto chimico italiano nel 1998 farà sì che Fiat ceda in blocco la società con un’opv pari a 2.100 miliardi di lire.
Snia passò così sotto il controllo di Luigi Giribaldi e Cornelio Valetto, che attraverso il 30% societario e si ritrovarono azionisti di maggioranza. Poi, nel 1999, fu Emilio Gnutti a dirigere il gruppo, lanciando nel 2002 un’OPA sul 71% del capitale valutando l’intera società 950 milioni di euro.
Nel 1999 diventa SNIA S.p.A..
La società era attiva nelle fibre tessili, nella chimica specialistica, nei materiali compositi e nel biomedicale; quest’ultima attività, che rappresentava l’84,3% dei ricavi SNIA, è rappresentato dal settore delle Tecnologie Medicali fu scissa nel 2003 e quotata sempre alla borsa di Milano sotto il nome di SORIN. Nello stesso anno vengono cedute Novaceta e Nuova Rayon nell’ambito dell’uscita di SNIA dal settore fili cellulosici.
Il 16 aprile 2010 il Tribunale di Milano ha dichiarato lo stato di insolvenza di SNIA S.p.A., dando luogo all’avvio della procedura di amministrazione straordinaria.
Le cause che hanno provocato la crisi societaria del 2008 sono probabilmente un insieme di diversi fattori: lo scorporo delle attività Sorin, le perdite continue di Caffaro, la forte esposizione debitoria a cui SNIA non è riuscita a fare fronte (109.6 milioni verso fornitori), a causa del mancato incasso di 22.5 milioni di euro derivanti dalla vendita di un immobile nel comune di Varedo, il sequestro dell’impianto di Torviscosa (UD) da parte della Procura di Udine l’11 settembre 2008. Quest’ultimo evento ha determinato il blocco della produzione e conseguentemente delle vendite, che hanno avuto ripercussioni su tutto il gruppo SNIA, in quanto diverse linee produttive di altri stabilimenti dipendevano dalle materie prime prodotte a Torviscosa (UD).











