Florio Società Italiana di Navigazione S.A.

Costituzione: 1925

Codice ISMIN: 44893

Le Flotte Riunite Florio furono una compagnia di navigazione di Palermo, nata nel 1840 come Società dei battelli a vapore, ad opera dell'imprenditore Vincenzo Florio. Fu incorporata nel 1936 dallo Stato nella Tirrenia di Navigazione.

La Società... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-44893-Roma19251 azione di fondazione al portatore non emessa da Lire 500R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

Le Flotte Riunite Florio furono una compagnia di navigazione di Palermo, nata nel 1840 come Società dei battelli a vapore, ad opera dell’imprenditore Vincenzo Florio. Fu incorporata nel 1936 dallo Stato nella Tirrenia di Navigazione.

La Società dei battelli a vapore siciliani nacque nel luglio 1840 per iniziativa di Vincenzo Florio, di Beniamino Ingham, di Gabriele Chiaramonte Bordonaro, che già possedevano battelli a vela, e di un gruppo di più di 120 soci minori.

Nel 1847, Vincenzo Florio fece venire a Palermo dalla Francia il piroscafo “Indépendent”, in piena rivoluzione, sotto bandiera francese per essere al riparo dalle navi borboniche. Era nata l’Impresa Ignazio e Vincenzo Florio per la navigazione a vapore. Alla nave fu dato il nome di “Diligente” iniziando regolari viaggi intorno alla Sicilia.

Il Corriere siciliano di Vincenzo Florio (1852), 247 t

Nel 1851 fu ordinato ai cantieri Thompson di Glasgow il “Corriere siciliano”, dalla potenza di 250 cv, capace di trasportare un centinaio di passeggeri tra prima e seconda classe. Destinato ad alcune linee mediterranee, arrivava sino a Marsiglia. Poi arrivò un terzo vapore, l'”Etna”, di 326 tonnellate di stazza, sempre da Glasgow. Gli fu affidata la concessione del servizio postale tra Napoli e la Sicilia. Un nuovo bastimento, l'”Elettrico”, raggiungeva l’eccezionale velocità per quei tempi di 13 nodi.

Quando Garibaldi sbarcò la Sicilia, il governo borbonico aveva requisito per il trasporto delle truppe quattro piroscafi della compagnia su cinque, ed uno era affondato al largo di Gaeta.


L’Elettrico di Vincenzo Florio, 344 tonnellate (1859)

Nonostante queste perdite, grazie alle altre attività di famiglia, Vincenzo Florio fu in grado di riorganizzare la compagnia di navigazione: abbandonò la struttura familiare e la ricostituì in forma di società in accomandita per azioni con un capitale di quattro milioni di lire. Così il 25 agosto 1861, venne costituita la Società in accomandita Piroscafi postali di Ignazio e Vincenzo Florio, con sede a Palermo.

Nel 1862 la Florio fu una delle quattro compagnie che ottennero sovvenzioni dal governo italiano per il servizio postale: le linee esercite dalla Florio erano la Palermo-Napoli e il cabotaggio intorno alla Sicilia con puntate verso gli arcipelaghi siciliani, Malta e Tunisi. Nel 1863 erano dodici le unità che componevano la flotta e la compagnia, ottimamente diretta, guadagnò ancora in forza economica e prestigio. Fu acquisita la Compagnia di navigazione a vapore La Trinacria, sorta a Palermo nel 1869 e fallita nel 1876 in conseguenza della crisi economica del 1873.

La convenzione postale del 1877 permise un’ulteriore espansione della Florio, che ormai era una delle uniche due grandi compagnie di navigazione italiane: l’altra era la Rubattino. In tale occasione la società palermitana ottenne il cabotaggio del canale d’Otranto e dello Jonio, i traghetti AnconaZara e BrindisiCorfù, ma soprattutto ebbe le linee per Salonicco, Smirne, Costantinopoli e Odessa. Fuori dalla convenzione, nel 1877 Florio inaugurò anche la linea per New York, che due anni dopo divenne Marsiglia-Palermo-New York.