MUNICIPIO DI RIOLO BONO PER 1 LIRA – RIOLO
Costituzione: 16 aprile 1871
Codice ISMIN: 41546
Riolo Terme (Riô o Riôl in romagnolo, fino al 1957 Riolo dei Bagni), è un comune italiano di 5 661 abitanti situato sulle colline della provincia di Ravenna.
Durante il Medioevo il centro principale della media valle del Senio fu il castello di Laderchio. Da esso dipendevano le torri circostanti: Ossano, Voltrignano, Arbustedo, Chiesanuova, Limisano e, appunto Riolo.
Tra il 1494 e il 1499 Riolo fu feudo di Caterina Sforza. Fu Caterina a dotare Riolo della rocca e delle mura difensive che la circondano. Nei decenni successivi Laderchio perse d'importanza e scomparve; Riolo divenne il centro abitato dominante della zona.
Riolo entrò a far parte dell'Italia unita con il nome "Riolo dei Bagni". Nel 1870 fu avviata la costruzione dell'attuale... Altro
Riolo Terme (Riô o Riôl in romagnolo, fino al 1957 Riolo dei Bagni), è un comune italiano di 5 661 abitanti situato sulle colline della provincia di Ravenna.
Durante il Medioevo il centro principale della media valle del Senio fu il castello di Laderchio. Da esso dipendevano le torri circostanti: Ossano, Voltrignano, Arbustedo, Chiesanuova, Limisano e, appunto Riolo.
Tra il 1494 e il 1499 Riolo fu feudo di Caterina Sforza. Fu Caterina a dotare Riolo della rocca e delle mura difensive che la circondano. Nei decenni successivi Laderchio perse d’importanza e scomparve; Riolo divenne il centro abitato dominante della zona.
Riolo entrò a far parte dell’Italia unita con il nome “Riolo dei Bagni”. Nel 1870 fu avviata la costruzione dell’attuale edificio che ospita i bagni termali. L’apertura delle Terme fu celebrata il 24 luglio 1877.
Durante la seconda guerra mondiale il fronte si arrestò per quattro mesi (inverno 1944-1945) lungo il fiume Senio. L’offensiva finale fu lanciata dagli Alleati nell’aprile 1945. Riolo fu liberata l’11 aprile, dopo 127 lunghi giorni d’assedio, dal Gruppo di Combattimento “Friuli” e dalla Brigata Ebraica, inquadrati nel X Corpo d’Armata britannico. I riolesi deposero i corpi dei sedici concittadini caduti in combattimento nell’oratorio dedicato alla Beata Vergine del Presidio.
Nel 1957 il Paese assume il nome attuale.


