Ceramica Richard-Ginori

Costituzione: 1958

Nazione: Italia

Codice ISMIN: 39056

La Richard-Ginori, controllata dalla Richard Ginori s.r.l., nasce nel 1735 come Manifattura di Doccia, fondata dal marchese Carlo Ginori nella località di Doccia (Firenze). È famosa in tutto il mondo per la porcellana, la cui produzione è ancora localizzata a Sesto Fiorentino, nonostante la fusione col gruppo i... Altro

ISMIN Immagine Provincia Emissione Taglio Rarità Valore
A-39056-Milano195850 azioni nominative da Lire 250R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
B-39056-Milano19585.000 azioni nominative da Lire 250R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)
C-39056-Milano195810.000 azioni nominative da Lire 250R2 (1001-5000 pezzi)S2 (da 26 a 50 €)

La Richard-Ginori, controllata dalla Richard Ginori s.r.l., nasce nel 1735 come Manifattura di Doccia, fondata dal marchese Carlo Ginori nella località di Doccia (Firenze). È famosa in tutto il mondo per la porcellana, la cui produzione è ancora localizzata a Sesto Fiorentino, nonostante la fusione col gruppo industriale del milanese Augusto Richard, proprietario di altri stabilimenti, avvenuta nel 1896, da cui la denominazione attuale, e la costante crescita del volume del prodotto.

Di rilevanza storica e artistica è il relativo Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, adiacente allo stabilimento attuale, che raccoglie la produzione della manifattura dalla sua fondazione.

La Richard-Ginori, ufficialmente fallita nel gennaio 2013, è stata acquistata nel maggio 2013 dal gruppo Gucci, a sua volta controllato dalla società francese Kering.

L’11 ottobre 1896 la Società Ceramica Richard si fonde con la Manifattura dei marchesi Ginori: unisce alla sua attività lo stabilimento di Doccia e i sei negozi di Firenze, Bologna, Torino, Roma e Napoli. Nasce la famosa ditta di ceramiche Richard-Ginori.
Proprio nello stesso anno della fusione realizza un servizio commemorativo per conto della Casa Ricordi, subito dopo la prima rappresentazione assoluta della Bohème di Puccini, avvenuta nel febbraio 1896.

L’ingresso dei Richard a Doccia introduce moltissime innovazioni meccaniche nei laboratori e potenzia la decalcomania litografica per ridurre le forti spese della decorazione a mano. Vengono costruiti nuovi forni, nuovi fabbricati e viene ampliata la produzione degli isolatori elettrici per far fronte alla crescente forte richiesta del mercato italiano. La società viene quotata alla Borsa valori di Milano dove rimase nel listino per quasi un secolo.

Nel 1897 acquista lo stabilimento ceramico per terraglia del Cav. Felice Musso di Mondovì e nel 1900 quello di Vado dove si produce grés.

Nel periodo 1923-1930 Gio Ponti lavora come direttore artistico presso la Manifattura Ceramica Richard-Ginori, rinnovandone la gamma di prodotti.
Nel 1965 avviene la sua fusione con la Società Ceramica Italiana di Laveno (S.C.I.).

Novecento e anni Duemila

Il Museo della Porcellana di Doccia, presso la Richard Ginori

Nel 1970 diventa una controllata della Finanziaria Sviluppo di Michele Sindona. Nel 1973 Sindona cede la Richard Ginori alla Liquigas di Raffaele Ursini. Nel 1975 la Pozzi e la Società Ceramica Italiana Richard-Ginori si fondono per dare vita a un’unica grande struttura: la Pozzi-Ginori. Nel 1977 Ursini la trasferisce al gruppo assicurativo SAI (Società Assicuratrice Industriale) (di cui Ursini è titolare) e diventerà poco dopo di Salvatore Ligresti.

Nel 1993 la Pozzi-Ginori è acquistata dalla Sanitec Corporation, gruppo multimarca leader europeo nell’arredobagno, mentre la manifattura Richard Ginori viene rilevata nel 1998 da Pagnossin S.p.A. con a capo il presidente Carlo Rinaldini e A.D. ing. Domenico Dal Bo’, primo gruppo italiano per importanza nel settore dei servizi da tavola.

Nel 2006 entra nella proprietà di Richard Ginori il gruppo emiliano di Bormioli Rocco & Figli e, a fianco di un’ipotizzata costruzione di un nuovo stabilimento di produzione, si propone una trasformazione del prodotto in modo tale da poter portare il marchio Ginori, uno dei più antichi del brevetto italiano, nelle catene della grande distribuzione. Molto del materiale commercializzato dall’ingresso di Pagnossin non è più prodotto nella fabbrica sestese ma proviene da industrie non italiane: scelta giustificata dalla necessità di ridurre i costi di produzione.

La presenza del gruppo Bormioli Rocco & Figli cessa nel dicembre dello stesso anno. Al vertice della società, travolta da una situazione debitoria preoccupante, arriva l’immobiliarista Luca Sarreri presidente anche della controllante Pagnossin. Ma il futuro dell’azienda è legato a un filo sottilissimo connesso proprio alle prospettive immobiliari che taluni ipotizzano per l’area dello stabilimento sestese.

Nell’ottobre del 2007 la Richard-Ginori viene rilevata dalla Starfin S.p.A. di Roberto Villa. Nel marzo 2009, dopo 3 anni, il titolo della società ritorna a essere quotato in borsa. Tra le iniziative di maggior rilievo la possibilità di edificare per un valore di almeno 30 milioni di euro, a scopo residenziale, nell’attuale area occupata dalla manifattura di Sesto Fiorentino; che verrà trasferita in una nuova sede. Nel maggio 2012, vista la pesante situazione finanziaria, con debiti oltre i quaranta milioni di euro, la fabbrica di Sesto Fiorentino viene posta in liquidazione volontaria e viene nominato un collegio di liquidatori con il compito, attraverso la vendita dell’azienda e la richiesta di un concordato preventivo, di evitare il fallimento. Dal primo agosto 2012 l’attività è stata sospesa, i forni sono rimasti accesi per consentire una rapida ripresa, e i 330 lavoratori posti in cassa integrazione straordinaria. In data 9 ottobre 2012 la Soc. Richard Ginori ha depositato presso il tribunale di Firenze la richiesta, a norma di legge, di autorizzazione per procedere al compimento di atti urgenti di straordinaria amministrazione, in particolare la vendita dell’azienda, ed è stato prodotto un regolamento in base al quale i soggetti interessati potevano far giungere le proprie offerte vincolanti. Il giorno 14 novembre 2012 il Collegio dei Liquidatori, dopo l’apertura delle buste contenenti le offerte di due soggetti interessati, Arcturus S.p.A. (Sambonet) e l’offerta integrata delle soc. Lenox Corporation e Apulum S.A., hanno deliberato di individuare in quest’ultima proposta quella più conveniente, ritenendola più vantaggiosa sia sotto l’aspetto economico sia sotto l’aspetto sociale.
Nonostante quest’ultima offerta, il 7 gennaio 2013 i giudici del tribunale di Firenze, chiamati a pronunciarsi sull’ammissibilità o meno dell’azienda al concordato preventivo, hanno dichiarato il fallimento della società e nominato Andrea Spignoli quale curatore.