MAGLIEFICIO DI BORGOMANERO
Costituzione: 1927
Codice ISMIN: 30396
Il Maglificio di Borgomanero era stata una delle aziende storiche della città, dichiarata fallita il 3 febbraio 2015. L’azienda era stata fondata nel 1927, quando due imprenditori borgomaneresi, Godio ed Erbetta, che erano emigrati in Argentina, erano tornati in patria e avevano aperto in via Curti uno stabilimento per la produzione di «maglieria elastica e irrestringibile di pregio».
L’azienda appena fondata sorgeva su un’area molto estesa, di 6 mila metri quadrati. Il maglificio aveva dato lavoro sino a 120 addetti, e i suoi prodotti, in particolare la maglieria intima, erano considerati di alta qualità e avevano un ruolo di rilievo nel settore; il Maglificio di Borgomanero esportava in tutta Europa.
Dopo il 2000, l’esplos... Altro
Il Maglificio di Borgomanero era stata una delle aziende storiche della città, dichiarata fallita il 3 febbraio 2015. L’azienda era stata fondata nel 1927, quando due imprenditori borgomaneresi, Godio ed Erbetta, che erano emigrati in Argentina, erano tornati in patria e avevano aperto in via Curti uno stabilimento per la produzione di «maglieria elastica e irrestringibile di pregio».
L’azienda appena fondata sorgeva su un’area molto estesa, di 6 mila metri quadrati. Il maglificio aveva dato lavoro sino a 120 addetti, e i suoi prodotti, in particolare la maglieria intima, erano considerati di alta qualità e avevano un ruolo di rilievo nel settore; il Maglificio di Borgomanero esportava in tutta Europa.
Dopo il 2000, l’esplosione delle imprese a basso costo dei paesi asiatici ha determinato il ridimensionamento dei mercati e dell’occupazione dell’azienda di via Curti.
Nel 2011 i dipendenti erano rimasti 21 e una cordata di imprenditori che aveva rilevato il Maglificio aveva tentato il rilancio puntando sul «made in Italy», anzi, sul «made in Borgomanero»: i prodotti sarebbero stati venduti in una settantina di centri commerciali, in particolar modo in Asia.
L’anno successivo il Maglificio aveva realizzato le divise ufficiali dei campionati del mondo di kendo che si erano disputati a Novara. Le iniziative sui mercati esteri non avevano dato però i frutti sperati e la società era stata posta in liquidazione; il 28 novembre 2013 la sezione fallimentare del tribunale di Novara aveva ammesso la ditta alla procedura di concordato preventivo.
Anche questo tentativo di salvataggio si è rivelato inutile e a quel punto il Tribunale ha dichiarato fallita la società.


